Lotta alla peggiocrazia


Da La Stampa del 30/10/2012 di Mario Deaglio recensione al nuovo libro di Zingales
C’è un genere letterario quasi sconosciuto in Italia, poco diffuso in Europa e molto frequentato negli Stati Uniti: il saggio interpretativo che cerca di capire – e di spiegare a un pubblico non specialistico, spesso con una scrittura brillante e tagliente - che cosa sta succedendo e che cosa succederà nel mondo globalizzato, alle prese con una crisi di portata epocale che non accenna a passare. Siccome la crisi, nata dall’economia, investe sempre di più tutte le dimensioni della vita, gli autori – quasi sempre scienziati sociali o commentatori di professione - escono dalle loro specializzazioni e tentano sintesi che coinvolgono altre discipline, spesso facendo così di queste loro opere delle piattaforme per lanciare messaggi e raccomandazioni ai politici e ai normali cittadini.  

La Provincia di Sondrio è salva

Sondrio e Belluno, in quanto interamente montane si salvano. Una buona notizia, Sondrio, città di servizi e terziario, senza la provincia sarebbe scomparsa dalle carte geografiche...
A renderle esenti dal taglio sarebbe la norma inserita in premessa alla bozza di Dl che sottolinea l'opportunità di «preservare la specificità delle Province il cui territorio è integralmente montano». 
La "nuova Italia" conta 51 Province. Ne ridisegna la mappa il Consiglio dei ministri, che ha approvato il decreto legge di riforma, completando così il percorso di riordino avviato nel mese di luglio. Il decreto prevede la riduzione del numero delle Province a statuto ordinario: si passa da 86 a 51, comprese le città metropolitane. La riforma sarà attiva a partire dal 2014 e a novembre del 2013 si terranno invece le elezioni per decidere i nuovi vertici.

Chi ha vinto in Sicilia?


Chi sono i veri vincitori delle elezioni siciliane? A nostro parere i vincitori sono due: l'astensione e Grillo. Più della metà dei siciliani non ha votato; molti di quelli che sono andati alle urne si sono espressi per un movimento capeggiato da un comico genovese in pensione e animato da giovani con poca esperienza e tanto entusiasmo. Oggi il "Movimento Cinque Stelle" è il primo partito in Sicilia. A livello nazionale questo risultato potrebbe corrispondere al quanto per cento? 
E i partiti tradizionali? Se li guardiamo da vicino, in Sicilia il Pd sta al quindici per cento e il PdL precipita al dodici, in terza posizione: una sconfitta storica. Ma non è che i democratici possano tranquillizzarsi, anch'essi perdono ben quattro punti. Quanto a Di Pietro, Fini e Vendola, rimarranno fuori del parlamento siciliano: inesistenti! Il vincitore di questa tornata, quel Rosario Crocetta che ha superato la quota del 30 per cento sul 47,4 degli elettori e che dunque è stato scelto dal 14 per cento degli isolani, diventa governatore senza avere sulla carta una maggioranza che lo sorregga in consiglio.
Grillo e l'astensionismo, due facce della stessa medaglia: il profondo, drammatico e  comprensibile disgusto dei cittadini. Bisognerà vedere se i partiti tradizionali sapranno fronteggiarlo, appesantiti come non mai dal discredito che ormai avvolge tutta la classe politica al potere, altrimenti in primavera verranno spazzati via da un montante vento di cambiamento che spira forte in tutto il paese dalla Sicilia alla Valtellina. 


La mafia in Lombardia


La denuncia arriva dalla Commissione antimafia del Parlamento Europeo: «Non esiste un solo grande cantiere pubblico lombardo che non abbia problemi di criminalità e che non sia stato oggetto di un provvedimento di interdizione da parte dell'Atimafia»

Tra le opere "infiltrate" i primi cantieri legati ad Expo, Brebemi, Tav e Pedemontana. Un vero e proprio bollettino di guerra quello emerso dalle audizioni della Commissione europea con i vertici della Procura e delle forze dell'ordine. Secondo i dati forniti sono oltre 140 i provvedimenti interdittivi e di esclusione di imprese dai principali cantieri pubblici lombardi.

In alcuni settori come la movimentazione di terra «c'è di fatto un monopolio di certe aziende che operano nella zona grigia dell'economia». Imprese quasi sempre legate alla 'ndrangheta calabrese, mafia ormai egemone in Lombardia

Saremo forza di governo della Città


Grazie ai tutti coloro che venerdì 19 hanno voluto condividere con noi la partenza della Costituente Civica di Sondrio.
Ho visto tanti amici, tanti cittadini e mi sono commosso per la loro presenza, per la loro volontà di esserci in un momento così importante.
Nasce una “cosa” nuova che ha l'ambizione di far ripartire la voglia di partecipare  e stimolare un dibattito sul futuro della nostra città.
Non abbiamo fornito la soluzione dei problemi ma vi abbiamo chiesto di darci una mano, non abbiamo fatto il programma dei primi giorni di governo ma vi abbiamo chiesto di condividere con noi un percorso, di condividere con noi un metodo ed insieme riconoscersi nei valori essenziali della nostra comunità.
Con la consapevolezza che governare una città come Sondrio è cosa difficile ma con la certezza che insieme possiamo farcela.
La Costituente è e deve rimanere un contenitore civico, aperto ed inclusivo.
Siamo appena partiti e con voi elaboreremo un programma per la città, daremo voce e risposte ai tanti cittadini che ci sollecitano ad andare avanti.
Il  mio pensiero è rivolto al futuro di questa città, alle sfide che dovrà affrontare. Il mio appello, il nostro appello è rivolto tutti perché si tenga fede all'impegno preso per ricompattare una comunità intorno ad un progetto che vuole Sondrio  protagonista del proprio territorio al fine di rilanciare l'economia, ridare speranza e forza ad una nuova generazione.
Alla parola “indignazione” sostituiremo la parola “impegno”.
Il nostro obiettivo rimane quello di partecipare al governo della città per determinarne le scelte future.
E' il momento di ripartire!!!
Grazie a tutti
Antonio Grimaldi